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Gran
parte della collezione dei gioielli di Taranto e' stata realizzata nel
periodo che va' dal IV al I secolo a.C. In particolare tra i gioielli
provenienti di Taranto, sono notevoli i diademi a lamina d'oro imitanti
foglie di alloro o di quercia, numerose collanine, anelli con castoni
fissi o girevoli, bracciali e orecchini dalle forme piu' varie, spesso
lavorate in filigrana con figurine di cigni o di colombe, testine di mori,
protomi leonine. Mentre tra gli altri gruppi di preziosi, il piu' ricco
e' quello proveniente da un ipogeo gentilizio di Canosa, di cui e' assai
pregevole il coperchio di un portagioie in argento, lavorato a sbalzo
con una Nereide su un drago marino. Altri complessi di oreficeria, notevoli
per bellezza e varieta' delle decorazioni, provengono da Crispiano, Ginosa
e Mottola.
Fra gli oggetti in oro ricordiamo una corona formata da 19 gruppi di tre
foglie di quercia alternate a ghiande, ottenute a stampo su un'unica lamina,
disposte su due lati; gli orecchini a navicella in doppia lamina d'oro;
quelli a disco in lamina d'oro con bordi a triangoli granulati e decorazioni
costituite da due fili lisci ed uno cordonato intorno ad un granato incastonato
al centro.Non possiamo fare a meno di ricordare, ancora, quell'orecchino
in oro con pendente, che raffigura un cigno in pasta vitrea bianca, con
il collo piegato in basso a sinistra e con le zampe posate su un abaco
in lamina di oro. Fra le collane conservate a Taranto, poi, particolarmente
bella e' quella ritrovata in una tomba a Canosa di Puglia, tutta in oro,
lunga 33,5 cm. che si presenta come un nastro piatto, saldata su tre giri
all'ultimo dei quali e' fissata, mediante anellini, una serie di pendenti
realizzati a stampo e che sono composti da 4 globetti di misura decrescente.
Oltre agli ori e argenti, una consistente parte del museo di Taranto e'
dedicata alle ceramiche, provenienti in gran parte dagli scavi effettuati
in citta', spesso per esigenze di costruzioni edili e lavori stradali.
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