Otranto
nel 1480 fu aggredita e assediata dalla flotta turca di Maometto
II, intervenuta nella lotta tra Venezia e gli Aragonesi, sotto il
comando di Ahmed Pascià. Otranto non avendo avuto soccorso
da Napoli capitolò dopo 15 giorni. I Turchi massacrarono
nel Duomo il vescovo Stefano Pendinelli, il clero e il popolo che
vi era rifugiato: sul vicino Colle della Minerva, furono uccisi
i prigionieri superstiti (gli "800 Martiri" di Otranto).
Le loro ossa ora sono conservate nella Cattedrale di Otranto in
7 armadi molto grandi e in parte nella chiesa di Santa Caterina
a Napoli.
Il monumento più importante è senza dubbio la Cattedrale
(Annunziata), solenne tempio pieno di silenzio, sacro per le memorie
della strage del 1480. Fondata intorno al 1080 (cripta), fu eretta
nella seconda metà del sec. XII e parzialmente rifatta dopo
il 1481; i moderni restauri la hanno liberata dalle soprastrutture
barocche sei-settecentesche. La facciata, sopra il ricco portale
barocco (1674), contiene un bellissimo rosone a 16 raggi con fini
trafori gotici, risalenti alla fine del 1400. A terra si disegna
uno stupendo mosaico, opera del prete Pantaleone, del 1166, raffigurante
l’albero con scene del Vecchio Testamento. Il tema dell'albero
con figure di animali, dell'inferno e del paradiso si ripete nelle
navate laterali. Sotto la chiesa s'apre un'ampia cripta sorretta
da ben 42 colonne variamente scolpite. Le pareti sono ricoperte
da af-freschi bizantineggianti.
San Pietro è il più antico edificio religioso cittadino:
piccola costruzione risalente al X secolo di stile bizantino con
pian-ta a croce greca inscritta in un quadrato. All'interno quattro
colonne sorreggono la volta a botte. Affreschi bizantini con figure
di Santi ornano le pareti e soprattutto le tre piccole absidi.
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